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Vai...e non voltarti indietro
view post Posted on 5/9/2009, 18:28Quote
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A causa di problemi che non dipendono da me ho dovuto postare molti capitoli tutti assieme, poichè la fan fiction si trovava in un altro forum. Basta che alla fine di ciasun capitolo seguiate le indicazioni XD!


Prologo



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New York
Likington Street 89
27 Marzo 2009


"...La pioggia continuò a scendere lungo il mio viso. Piccole goccioline attraversarono lentamente le guance, inumidendo le labbra semiaperte prima di posizionandosi all'altezza del collo ed insinuarsi sotto il giubbotto di pelle nera che avevo addosso. La lasciai fare con un sorriso sulle labbra, appoggiandomi alla piccola Panda rossa, parcheggiata di fronte ad un vialetto.
Una goccia si insinuò sull'occhio destro, costringendolo a chiudersi ma non mi sfregai la zona colpita e continuai a rimanere immobile, unico e solitario compagno della pioggia. Alzai la testa consentendo alla pioggia di sciacquarmi il viso, di ripulirlo dalla puzza di pesce che avevo ancora addosso, per ripulirlo da tutta la tristezza che lo aveva segnato...
Emisi una specie di risata avvertendo la pioggia cadere più forte ed inzuppare completamente i capelli castani. Richiusi gli occhi per evitare che altre gocce entrassero ma lasciai la bocca aperta per consentire alle goccioline di sciacquarmi la lingua, fino a raggiungere la gola...
Non mi ero mai sentito così felice come in quel momento: solo. Solo in quella piccola strada abbandonata, con la mia Panda rossa parcheggiata accanto ad un cassettone dell'immondizia e con la pioggia che continuava a scendere inesorabile sul mio viso.
Avevo sempre amato la pioggia.
Fin da quando ero bambino rimanevo per ore affascinato ad osservare davanti alla finestra di quella piccola casa, calda e accogliente, le goccioline di pioggia che si disperdevano sul terreno. Qualche volta uscivo di nascosto per sprizzare felice nel terreno umido, aprendo le braccia come un uccello e girando in tondo, ridendo come un pazzo. Ma, la maggior parte delle volte, lei mi scopriva.
Si affacciava alla porta di casa, con quel suo vestitino leggero e quella camicetta bianca che profumava di lavanda, mi prendeva per mano trascinandomi nuovamente in casa e sgridandomi per bene. Era arrabbiata, borbottava sempre qualcosa di negativo mentre asciugava i miei capelli castani con quel suo asciugamano verde dall’intenso profumo di viola. Io la guardavo felice, con un sorriso angelico e innocente che la faceva sempre cedere e, alla fine, i suoi occhi verde smeraldo si illuminavano di colpo e scoppiava in una risata fragorosa, così bella e pulita da riuscire a incantare ogni singolo essere umano. Rimanevamo a ridere per ore, abbracciandoci e stringendoci a vicenda accanto a quel piccolo camino.
Era così bella. I capelli rossi che le incorniciavano il viso ovale, simile a quello di una bambola, gli occhi verdi simili a pietre di smeraldo, le labbra perennemente aperte in un sorriso smagliante e quel suo modo di fare semplice e pacato.
Il rumore di un tuono mi fece ritornare a quella fredda e umida notte di Agosto e mi ritrovai a guardare la strada deserta di fronte a me con gli occhi ancora appannati da quelle lacrime che tardavano a scendere.
Un gatto si nascose dietro ad un cassettone dell’immondizia ed incontrai i suoi occhi verdi, felini, che mi stavano scrutando curiosi e immobili.
"Fai bene ad aver paura" pensai con un sorriso beffardo in volto "in questo momento io sono la pioggia".
Il gatto nero parve quasi leggermi nel pensiero e corse via spaventato, andando a rifugiarsi sotto un sacco di immondizia. Risi osservando la sua coda penzolare avanti e indietro,il pelo ritto a causa della paura prima che si togliesse completamente dal mio raggio visivo.
-In questo momento io sono la pioggia- ripetei, questa volta ad alta voce, per attirare l'attenzione dell'animale scomparso. Aspettai un paio di secondi in silenzio, in attesa che i suoi occhi verdi rispuntassero da dietro il cassettone, cosa che non accadde.
Al contrario il cielo parve rispondermi.
Un fulmine illuminò la scena posandosi all'altezza di un albero poco distante dal punto in cui mi trovavo io.
-Che è Dio?- risi -hai paura che ti freghi il posto??- sollevai il viso verso il cielo -tanto non sei bravo a fare il tuo lavoro!-
La pioggia cadde più fitta. Si sentiva solo il rumore che facevano le goccioline quando toccavano l'asfalto del terreno. Era assordante, quasi monotono.
Era vero: ero io la pioggia.
Ero come quella pioggia che in quell’esatto istante stava cadendo sul terreno, che ripuliva la strada dalle mille impronte di scarpe, che spaventava inconsciamente gli animali, che riempiva le foglie di acqua fino a farle cedere.
La pioggia ripuliva Milano.
Io ripulivo il mondo.
Ripulivo il mondo come avrebbero dovuto fare i poliziotti, i politici...o Dio...
Ma i poliziotti facevano schifo; i politici erano peggio della merda di un cavallo sotto le scarpe; e Dio, se davvero esisteva, non era capace a svolgere il suo compito.
Guardai l'orologio alla mia sinistra, segnava le due meno un quarto. Aggrottai la fronte osservando la strada davanti a me. Era deserta, non volava neanche una mosca. Possibile che ci mettesse così tanto?
Era da più di un quarto d'ora che la stavo aspettando. Doveva esser successo qualcosa, qualcosa di grave.
Immediatamente il mio pensiero andò a lui. Stanco, ubriaco, con una bottiglia di birra in mano, dondolante per casa, gli occhi rossi e spalancati, la bocca aperta in un ghigno mentre si avvicinava alla porta della sua camera slacciandosi i pantaloni e avvicinandosi a lei con un ghigno malefico dipinto in volto e i denti gialli, l’espressione pazza.
Scossi la testa avvertendo un brivido percorrermi il corpo. No, non poteva essere. Rifiutavo credere che quell’ipotesi potesse esser vera.
Era da più di due settimane che stavamo organizzando tutto, quella era la nostra notte e nessuno l'avrebbe rovinata, tanto meno lui.
Rimasi altri cinque minuti a tamburellare con le dita sul cofano della Panda, scrutando la strada illuminata dai lampi dei fulmini che qualche volta apparivano a far compagnia alla pioggia. C'era un uomo disteso per terra con una bottiglia di birra in mano e un cane rannicchiato sul suo petto.
Appena lo avevo notato avevo tirato fuori il portafoglio per dargli qualcosa del mio misero stipendio ma appena avevo notato la bottiglia di birra nella mano destra avevo ritratto la mano di scatto, guardandolo schifato. Tutta la nostalgia e la misericordia che avevo provato pochi istanti prima era scomparsa e al suo posto c'era solo il disprezzo.
Distolsi lo sguardo da quell’uomo per voltarmi di nuovo verso la via rimasta deserta.
Era successo qualcosa, per forza.
Mi mossi aprendo la portiera della macchina e frugai in mezzo alle misere valigie disposte sul sedile posteriore. Avevo portato dietro solo pochi vestiti, un paio di scarpe e alcuni ricordi.
Alla fine trovai ciò che cercavo: la pistola nera e lucida, il piccolo coltello appuntito, cinquecento euro, due biglietti per New York e le chiavi della piccola casa in periferia.
Chiusi la portiera muovendomi in mezzo alla strada, girai l'angolo e continuai a camminare tra le pregiate villette e i loro splendidi giardini pieni di fiori.
Nessuna finestra era illuminata. L'unico sveglio ero io, che camminava con passo felpato in mezzo alla strada, superando tutte quelle macchine lussuose parcheggiate di fronte ali vialetti.
Quando girai l'ultimo angolo, però, riconobbi una luce sull'ultima villetta a destra, nascosta da un paio di pini. Rimasi paralizzato ad osservare il piano di sotto della villa illuminato da una luce diversa del solito. Non era luce elettrica, nemmeno una lampada o una candela.
Era fuoco.
Un incendio.
Senza pensarci iniziai a correre a perdifiato, attraversando le poche villette che mi separavano da quell'ultima. Il sudore iniziò a scorrere lungo la mia fronte ma non lo asciugai. Scavalcai il cancelletto verde con un salto agile e veloce, raggiungendo la porta principale che, stranamente, trovai aperta.
Solo un ubriaco avrebbe potuto lasciarla aperta e io conoscevo benissimo il suo nome.
Aprii la porta velocemente e la prima cosa che vidi fu il fuoco. Fiamme che ricoprivano le pareti, il soggiorno ben messo, la piccola cucina aperta all’americana. Fiamme che si erano disperse all'altezza della tovaglia rossa, che ricoprivano i mobili pregiati, le tendine appena lavate, il lampadario costoso e molto altro, molto altro ancora.
C'era una figura stessa per terra: una donna.
Indossava dei pantaloni da notte e una vestaglia, i capelli color miele, ormai carbonizzati, erano disposti sul pavimento come una corolla di fiori, le labbra leggermente aperte per lo spavento.
Ma tutto il resto del corpo non era visibile poiché avvolto completamente dalle fiamme.
Indietreggiai fino a toccare la parete del muro. Poco distante dal punto in cui mi trovavo delle fiamme stavano riempiendo il corridoio che portava alle scale. Lanciai un ultimo sguardo disperato alla donna morta sul pavimento, con una lacrima che mi scendeva sul viso. Non l'avevo mai conosciuta realmente ma doveva essere una persona fantastica, speciale. Ormai morta per sempre.
Un urlo mi riportò alla realtà, al mondo dei vivi.
Lo riconobbi all'istante, come anche la risata fragorosa che lo seguì.
Alzai il busto di scatto, come un lupo pronto a sbranare la sua preda. Attraversai il soggiorno avvolto dalle fiamme con pochi rapidi passi e raggiunsi l'angolo. Evitai delle fiamme alte, intente a bruciare i quadri preziosi, per arrivare davanti ad un piccolo corridoio stretto.
C'erano due figure alla fine del corridoio, accanto alla porta del bagno. Una era alta , imponente, con muscoli prorompenti che sembravano a tutti i costi voler uscire dalla canottiera bianca che indossava. L'altra era più piccola e magra, fragile come una sfera di cristallo che fuggiva dalla prima, indietreggiando contro il muro avvolto dalle fiamme.
-Cosa volevi fare tu, eh?- la figura muscolosa rise facendo dondolare una bottiglia di birra. Alcune gocce si dispersero sul marmo nero, alimentando il fuoco.
-Ti prego- una voce singhiozzante, debole e strozzata, lo supplicò invano.
Feci per muovermi nell'esatto momento in cui una mano la prese per i capelli, sbattendola contro un tavolino lì accanto avvolto completamente dalle fiamme.
La ragazza urlò appena il suo fianco sinistro toccò la superficie calda del tavolo e cadde a terra, schiantandosi contro il pavimento.
In un attimo raggiunsi il suo corpo esile, ricoperto da piccole fiamme dai mille colori che volevano a tutti i costi impossessarsi della vita all’interno.
Aveva gli occhi chiusi, le labbra carnose aperte e il corpo disteso su un fianco, con la mano distesa sul pavimento.
-No....ti prego Dio...no....- sussurrai con le lacrime agli occhi, spegnendo le fiamme che la avvolgevano con il mio giubbotto.
Mi chinai a baciare la sua fronte ricoperta dal sudore, ma le lacrime si posarono sulle sue guance lisce come quelle di una bambola di porcellana. I suoi occhi continuarono a rimanere chiusi, ma il polso batteva ancora. Sbattei il giubbotto con più forza sul fianco sinistro riuscendo a spegnere le poche fiamme rimaste ma il danno ormai era fatto. La maglietta grigia che indossava era aperta, ricoperta dal sangue e completamente carbonizzata.
Alzai la testa verso il soffitto con le mani strette a pugno, maledicendo il mondo intero, ma riposai gli occhi sul suo viso dolce e sulla sua pelle morbida come per calmarmi. Accarezzai quei capelli castani che amavo con tutto me stesso, quel viso soffice e dolce, innocente.
Gli occhi mi si riempirono di lacrime che cominciarono a scendere lungo il viso come quelle stesse goccioline di pioggia pochi minuti prima. Mi bagnarono gli occhi, le guance, le labbra, scesero a raggiungere il viso di lei, i suoi splendidi occhi ormai chiusi.
-Ti prego...- sussurrai chinandomi su di lei -non lasciarmi...-
All'improvviso una mano mi prese per il colletto della maglietta, quasi strozzandomi. Fu un gesto così improvviso e inaspettato che mi ritrovai scaraventato a terra, la schiena che sbatteva con forza contro la parete, senza che neanche me ne fossi reso conto. Caddi a terra di schianto ma riuscii a sollevarmi di poco con il busto giusto per osservare la scena di fronte a me.
C'era un uomo lì davanti.
Lui.
I capelli neri, gli occhi illuminati da una luce famelica, pazzi, ubriachi, infernali.
Si mosse traballando verso di me, con un ghigno maligno, i jeans sporchi e logori, la canottiera bianca puzzolente e una bottiglia di birra in mano.
Senza che me ne rendessi conto la sua mano mi riprese nuovamente per il colletto e mi sbatté contro il muro. Mi sfuggì un gemito a causa del dolore bruciante alla colonna vertebrale e rimasi immobile, incapace di muovermi o di pensare.
L'uomo rise: -e tu chi cazzo saresti?-
Bastarono quelle parole per farmi alzare lo sguardo su di lui e fissare i suoi occhi con disprezzo e odio. Erano grigi. Grigi come quelli di un lupo.
Gli occhi che odiavo con tutto me stesso.
Un'immagine mi passò davanti come un flash, facendo sparire l’immagine di lui davanti a me.
Una donna dai capelli rossi, con splendidi occhi verdi, che urlava contro un uomo dagli occhi grigi, accesi da una scintilla di pazzia.
Gli occhi del diavolo.
La rabbia che avevo sommerso per tutti quagli anni saltò fuori in quell'istante. Mi liberai dalla sua presa con uno scatto, facendolo traballare all'indietro. Approfittai della situazione per tirargli un calcio e farlo cadere a terra, poco distante da alcune fiamme. Non stavo ragionando, non stavo neanche minimamente immaginando le conseguenze di quel gesto. Dentro di me c’era solo quella rabbia che mi aveva accompagnato per tutta la vita e che in quel momento era più vivida che mai.
-Chi cazzo sono?- sibilai tra i denti, allargando le gambe e posizionandomi sopra di lui -lo vuoi davvero sapere?-
La bottiglia che reggeva in mano cadde a terra e il liquido si disperse sul pavimento. giungendo ad incontrare del fuoco. La fiamma si fece più alta e si avvicinò a noi ma lui non parve accorgersene e aggrottò la fronte alla vista del mio viso che si era fatto più vicino, così tanto da sfiorare il suo.
-Sai chi sono?- premetti le dita sulla sua gola guardandolo con una luce di odio negli occhi.
Aprì la bocca per dire qualcosa ma non vi uscì alcun suono. Mi fissò con gli occhi sgranati, stralunati per la sorpresa.
-New York, Likington Street 89, 8 Gennaio 1991, ore nove e mezza- mi avvicinai al suo orecchio premendo il busto contro il suo -una donna dai capelli rossi, occhi verde smeraldo, un minuscolo vestito blu, magra, alta, bella da far impazzire- gli occhi dell'uomo si fecero più grandi, avvertii le mie guance inumidirsi e solo in seguito mi resi conto che si trattava delle lacrime -una voce calda, soffice, dolce, le labbra sempre aperte in un sorriso, gli occhi dolci e innocenti, e poi....-mi avvicinai di più al suo viso, digrignando i denti e spingendo con più forza il collo grosso e flaccido -poi...il sangue che le scorreva sul petto, gli occhi aperti e vuoti, il cuore che aveva cessato di battere...- singhiozzai più forte mentre mi guardava incredulo nonostante stesse lottando per respirare -...per sempre...- conclusi con voce fievole, così debole che non la sentii neanche io.
-Jon...- sussurrò con voce roca cercando di spingere via le mie mani.
Il mio nome.
Il mio nome pronunciato dalle sue labbra non fece altro che aumentare il disprezzo verso di lui.
-Hai indovinato- fissai i suoi occhi grigi e vuoti, ormai confusi -sei stato svelto- sentii un’altra lacrima solleticarmi il collo ma non scansai le mani nonostante una parte di me lo volesse fare.
-Jon…ti prego...- cercò di liberarsi dalla mia presa ma non ci riuscì.
Emisi una specie di risata soffocata -Scusa?! Dopo tutto quello che hai fatto hai anche il coraggio di chiedere scusa?- premetti le dita con più rabbia finché la sua faccia si dipinse di rosso.
Ora non sentivo più pietà. C’era solo odio. Nient’altro.
-Jon....- tentò di respirare a fatica, continuando a pronunciare quel nome che le sue labbra non avevano alcun diritto di sussurrare.
Staccai la mano di scatto consentendogli di riempirsi i polmoni di ossigeno. Tossì toccandosi la gola rossa, con alcune macchie di sangue a causa delle impronte lasciate dalle mie unghie. Sollevò gli occhi iniettati di veleno, di odio.
Prima che riuscisse a muoversi o a dire qualcosa presi il suo viso e lo sbattei con forza contro il pavimento, facendolo sussultare -questo è per Amy!-
Alzai la mano destra sferrandogli un pugno sulla guancia e facendogli saltare un paio di denti -questo è per Claudia-
Roteò gli occhi con il sangue che ruscellava dal labbro superiore, ormai spaccato.
Emisi una risata alzandomi di poco e sferrandogli una ginocchiata in mezzo alle palle -questo è per Isabel- sibilai ad un passo dalle sue labbra mentre gemeva a causa del dolore.
Mi sollevai di poco per raccogliere il minuscolo coltello che conservavo nella tasca sinistra dei jeans. Avevo atteso quel momento da anni ed ora era ad un passo da me.
Il mio momento La mia vendetta. Il mio dolore.
-E questo...- avvicinai la lama affilata al suo collo facendo scorrere una goccia di sangue -questo...è per me- sorrisi con gli occhi carichi di odio, non rendendomi neanche conto di ciò che stavo realmente facendo.
L'uomo aprì gli occhi ma la sua espressione era cambiata. Al posto dell'odio o della pazzia c'era la paura.
-Jon no!- una voce dietro di me mi chiamò interrompendo quel momento -non sei un assassino!-
Mi voltai per vederla mentre si reggeva ad un tavolino lì accanto, il fianco sinistro logoro di sangue e i capelli mossi, spettinati. La bocca era aperta, il viso sporco e le lacrime le scendevano sulle guance lisce senza trovare ostacoli.
Rimasi troppo tempo ad osservare quel viso così perfetto, così dolce e innocente.
Come poteva supplicarmi di smettere?
Dopo tutto quello che era successo, dopo tutto quello che aveva subito, dopo tutto quello che le aveva fatto.
-Jon ti prego...- i suoi occhi si riempirono completamente di lacrime mentre zoppicava verso di me, cercando di evitare le fiamme che sembravano avvolgerla.
-Isabel no!- urlai per intimarle di starne fuori. Quella era una faccenda solo tra me e lui.
Stavo per aggiungere altro ma una mano mi stoppò spingendomi contro il pavimento e facendomi sbattere la schiena sulle fiamme.
Urlai a causa del dolore atroce. Un dolore intenso, forte, che non avevo mai sperimentato prima.
-Nooooo!- Isabel cadde a terra per evitare una fiamma alta che le si parò davanti ma la sua figura fu oscurata da lui.
Si posizionò sopra di me, con un ghigno che mostrava i denti sporchi e gialli. Mi strappò il coltello dalle mani e lo puntò al petto.
-Sei finito- rise ubriaco premendo la punta della lama sul petto ma riuscii a deviare il percorso.
...Ma non il colpo...
Un altro dolore, più forte del precedente, mi fece sbattere la testa contro il pavimento freddo.
Sangue iniziò a scorrere sul mio addome, inzuppando la maglietta di rosso scuro, zampillando verso i pantaloni. Mi toccai la ferita appena fatta proprio nello stesso istante in cui l'uomo scoppiò a ridere, tirando la testa indietro. La mano mi si riempì di sangue. Il mio sangue.
-No!- una voce da dietro singhiozzò ferocemente ma la sentii a malapena.
Tutto intorno a me girava. La stanza non stava ferma, le fiamme parevano danzarmi attorno e ogni cosa aveva perso la sua collocazione originale.
Avvertii solo il corpo dell'uomo allontanarsi dal mio e alzarsi in piedi, ma non riuscii a vederlo sul serio. I miei occhi semichiusi erano rivolti verso il soffitto bianco, pronti a chiudersi per sempre.
Ma non potevo morire in quel momento.
Quella era la mia notte.
Provai ad alzarmi ma mi sfuggì un gemito a causa del dolore bruciante allo stomaco e fui costretto a riposare la schiena sul pavimento. Intanto l'uomo stava attraversando la stanza per avvicinarsi a lei. La prese per i capelli sbattendola con violenza contro il muro e sentii solo un rumore di un corpo che sbatteva. Nient’altro
-Isabel....- sussurrai continuando a piangere.
Isabel cadde a terra ma si riprese subito, alzò gli occhi su di lui. Occhi pieni di odio.
-Ti odio- sibilò tra i denti. Sui suoi occhi sembravano danzare le fiamme. Spostò la mano fino a raccogliere qualcosa da terra: il mio coltello, ancora sporco del mio sangue. L'uomo non parve accorgersi di nulla e continuò a ridere, fissandola e avvicinandosi a lei.
-Volevi scappare con lui vero?- si sbottonò i pantaloni -da quanto tempo lo sai?-
-Vaffanculo stronzo- il sudore le cadeva sulla fronte mentre nascondeva il coltello dietro la schiena.
-Te lo sei fottuto vero?- rise ubriaco, guardandola con una strana scintilla negli occhi -fallo pure con me....-
"No...ti prego Dio...no...." provai ad alzarmi ma fui costretto a ritornare a terra. L'addome era ancora ricoperto di sangue e la schiena sembrava aver preso del tutto fuoco.
Ciò che successe dopo accadde troppo in fretta. Appena alzai gli occhi la prima cosa che vidi fu il sangue. Sangue che ruscellava dalla schiena di lui come un fiume in piena, sangue sul coltello di lei, sulla sua maglietta e sulle sue mani sporche.
L'uomo cadde a terra e altro sangue gli uscì dalle labbra semiaperte, gli occhi si aprirono di colpo e per l'ultima volta il suo corpo ebbe un sussulto, prima di smettere di battere per sempre.
Isabel rimase paralizzata ad osservare la scena, con il coltello ancora in mano, tremante.
I suoi occhi erano spalancati, velati da sottili lacrime, che osservavano la scena come se fosse solo un sogno, un brutto incubo. Sollevò gli occhi fissandoli su di me. Erano spaventati, terrorizzati, bisognosi di aiuto.
-Isabel...- riuscii a sussurrare con lo sguardo fisso sul coltello che aveva ancora in mano.
-L'ho ucciso- balbettò singhiozzando ferocemente.
Non sapevo cosa dire, non sapevo cosa fare.
Il coltello cadde a terra mentre lei si avvicinava a me e si inginocchiava, guardandomi con quei suoi splendidi occhi che sembravano contenere tutto l’amore del mondo.
Gli occhi che avevo sempre amato.
-Jon...-accarezzò la mia guancia con le dita sporche di sangue.
Alcune lacrime si posarono sul mio viso immobile. Alquanto strano in quell'inferno di fuoco.
Posò la mano sulla ferita che mi ero appena fatto, singhiozzò più forte stringendosi accanto a me e bacandomi sul collo con le labbra carnose come boccioli di rosa.
-Non puoi morire...- sussurrò bagnandomi il collo con le sue lacrime mentre posava il capo su di esso.
-Lo sto già facendo...- strinsi i denti a causa del dolore bruciante alla schiena e allo stomaco dalla quale il sangue continuava a scorrere.
-No, non puoi- scosse la testa decisa -non puoi lasciarmi sola. Questa era la nostra notte...me lo avevi promesso...-
"Ti ho promesso tante cose ma non sono stato capace di mantenerne nessuna..." pensai continuando a tenere gli occhi chiusi.
-Isabel-...-presi tra le dita una ciocca dei suoi capelli castani -prendi le chiavi dalla mia tasca, i soldi e il biglietto-
Mi fissò confusa, con gli occhi gonfi di lacrime e leggermente rossi, prima di capire sul serio cosa intendevo con quelle parole.
-No- scosse la tasca con forza, decisa.
-Invece si- riuscii a dire stringendo i denti -devi vivere...-
-Non posso vivere senza di te...e tu lo sai...- singhiozzò ferocemente.
-Ci sono tante cose belle là fuori- la costrinsi a guardarmi negli occhi -c'è la luce, il vento, la libertà....l'amore...- piansi apertamente pronunciando quell’ultima parola. Il suo corpo ebbe un sussulto ma non disse nulla, se non:
-Ma non ci sei tu- una sua lacrima cadde sul mio viso giungendo alle mie labbra secche.
-Devi andare...- la fissai negli occhi intensamente -ti prego...-
Scoppiò a piangere più forte, stringendosi a me -voglio morire qui con te...-
-No, non puoi- accarezzai il suo collo con dolcezza, fino a raggiungere il suo viso e lo asciugai dalle mille lacrime cadute -fallo per me, me lo prometti?-
Singhiozzò più forte, il suo petto si mosse su e giù a causa del respiro irregolare del suo cuore.
Annuì.
Sorrisi debolmente riposando la testa a terra e respirando faticosamente -prendi le chiavi- soffiai mentre il mio cuore pareva rallentare o forse era solo la suggestione.
Sentii le sue mani tremanti frugare in mezzo alle tasche dei jeans e del giubbotto finché non trovarono ciò che stavano cercando: i soldi, il biglietto e le chiavi.
-C'è la macchina parcheggiata dietro l’angolo- sussurrai stringendo i denti e la guardai deciso -prendila-
-Non ho la patente- sussurrò singhiozzando.
Se avessi potuto e, sopratutto, se avessi avuto le forze avrei riso.
Come faceva a pensare a una cazzata del genere in quel momento? Come faceva ad essere sempre così maledettamente perfetta?
-Vai all'aeroporto, il volo per New York- ansimai faticosamente non prestando ascolto a quella frase -la sai la via?-
-Likington Street- disse pronta continuando ad accarezzarmi.
Aprii gli occhi per immergermi nei suoi ed annuii con un sorriso, accarezzandola sulla fronte -brava...-
-Non voglio andare...- sussurrò nuovamente con gli occhi rossi -non posso farcela...-
-Invece si- sorrisi facendo scorrere il dito sulle sue labbra -sei la persona più forte che conosca, sei molto più forte di me...-
-No- pianse -non posso farcela senza di te…- posò la mano sul mio cuore guardandomi negli occhi -tu sei tutta la mia vita...-
"E tu la mia" pensai stringendola a me, abbracciandola forte. Quel contatto sembrò portarmi un po’ di vita ma mi sentivo sempre debole, troppo debole.
-Un ultimo favore...- sussurrai piano, staccandomi da lei con dolcezza.
-Cosa?- singhiozzò.
-Una canzone- le sistemai una ciocca ribelle che le scendeva sulla fronte sudata.
Mi fissò confusa , con la bocca leggermente aperta per la stupore.
-Ti prego...- sorrisi debolmente annegando nei suoi occhi dolci.
Mi fissò a lungo prima di iniziare a cantare con quella sua voce così tenera e soffice. Era una melodia, era vita per me. Era tutto.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo
I suoi occhi si riempirono di lacrime mentre singhiozzava ferocemente ma espirò e continuò con voce tremante.
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
Alzò gli occhi su di me, accarezzando le mie labbra leggermente aperte, chiudendomi le palpebre.
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
Si appoggiò al mio petto stringendomi forte. Sentii le sue dita accarezzarmi all'altezza del cuore. Sembravano scottare, proprio come lei.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo
I suoi occhi grigi si fissarono sui miei, grigi come quelli di una lama affilata, grigi come un cielo pronto alla tempesta.
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Finì quest'ultima parte singhiozzando più forte, non riuscendo più ad aprire bocca.
Le alzai il mento per fissare per l'ultima volta quegli occhi così belli, che amavo più di ogni altra cosa al mondo.
-Resterai per sempre nel mio cuore, anche se cesserà di battere- sussurrai posando le labbra poco vicino alle sue.
La sentii sussultare e posò il viso all'altezza del collo per non permettermi di vedere le altre lacrime che le stavano scendendo. Con delicatezza portai le mani al collo e mi sfilai la collana d'oro che indossavo, a forma di mezzo cuore.
-Che fai?- fissò la collana confusa -e tua-.
Il mio sguardo cadde sulla sua al collo, identica alla mia, perfetta per essere combaciata -ora è tua...- le aprii la mano posandola sul palmo -dalla ad una persona a cui tieni...- le strinsi la mano a pugno e sentii una lacrima scendere lungo il viso.
Sussultò di nuovo come prima ma non disse nulla. Strinse la collanina tra le mani e pianse. Capii che non c’erano bisogno di parole da aggiungere. Capii ciò stava pensando in quel momento e nonostante mi procurasse dolore cercai di non pensarci.
-Ti prego Isabel...- sussultai -vai-.
Mi fissò a lungo, con le lacrime agli occhi. La fissai a mia volta con dolcezza e la baciai un'ultima vota prima di pronunciare quelle fatidiche parole.
-Vai...e non voltarti indietro-
Le fiamme parevano danzarci attorno e i nostri respiri sembravano quasi andare in sintonia.
Il mio cuore stava cessando di battere, il suo no.
Ma era come se lo stesse facendo.
I suoi occhi grigi mi guardarono per un ultima volta, mi accarezzò la guancia ricoperta di lacrime.
-Sarai per sempre nel mio cuore- sussurrò con dolcezza.
-E tu nel mio- cercai di sorridere e staccai la mano dalla sua guancia, fissandola mentre si alzava in piedi.
"Vai...e non voltarti indietro" ripetei tra me e me osservando il suo corpo muoversi tra le fiamme.
Il secondo dopo non fu più visibile.
Se ne era andata.
Per sempre.
Ed io ero rimasto solo, in compagnia solo della morte che pian piano si stava facendo sempre più vicina. Strinsi i pugni in attesa che mi prendesse, in attesa che mi portasse con sé.
Rimasi molto tempo fermo, con le fiamme che si avvicinavano al mio viso, che si stendevano lungo le braccia.
Iniziai a bruciare, il mio corpo iniziò ad ardere. Le fiamme continuarono a muoversi su di me, ad avvolgere il mio corpo, ad impossessarsi dalla mia vita che si stava pian piano spegnendo.
Stranamente ero tranquillo.
Chiusi gli occhi in attesa di vedere una luce bianca, un viso ovale incorniciato da lunghi capelli rossi, gli occhi verde smeraldo pronti ad accogliermi, pronti ad amarmi.
Ma non li vidi.
La luce che avevo tanto atteso non venne.
La morte non mi prese.
Il fuoco non mi avvolse.
...E il mio cuore continuò a battere..."

Aprii gli occhi di colpo, con la fronte imperlata di sudore.
Era solo un sogno, lo stesso sogno di sempre.
Ritornai a sdraiarmi sulle lenzuola soffici, aprendo le braccia per stendermi meglio. Faceva caldo, eppure era solo fine Marzo.
Guardai l'orologio alla mia destra ma mi sorpresi a causa dell'ora. Erano le tre di pomeriggio. Come cazzo avevo fatto a svegliarmi alle tre del pomeriggio?
Ricordavo di star leggendo un libro e di essermi addormentato per sbaglio ma non riuscivo a spiegarmi il motivo di quel risveglio improvviso...
La risposta venne immediatamente appena avvertii il suono del campanello.
Mi alzai dal letto ancora rincoglionito. Chiunque fosse in quel momento sentii di odiarlo.
Stavo per aprire la porta della camera ma decisi che era meglio non andare ad aprire mezzo nudo.
Era già successo due volte. Una volta ad Halloween dei ragazzini erano scappati di corsa alla vista del torace nudo mentre un'altra volta delle ragazze mi avevano osservavo a lungo, con occhiatine maliziose. Non sapevo decidere se erano meglio i ragazzini spaventati o le due sgallettate ridacchianti…
Infilai una maglietta bianca a maniche corte, tanto per coprire le cicatrici che mi segnavano il petto.
Il campanello suonò di nuovo, questa volta più a lungo. Camminai verso la porta principale aprendola con uno sbadiglio, convinto che fosse il postino o qualche altro rompipalle.
Invece era un ragazzo.
Un ragazzo alquanto strano.
Indossava dei jeans strappati, una maglietta lunga e larga che gli arrivava fino alle ginocchia e a righe nere e blu, accompagnata da una felpa rossa e de converse dello stesso colore. I capelli erano tirati sopra con il gel e gli occhi color nocciola mi stavano scrutando incuriositi. Li notai posarsi sul braccio destro e sul collo dalla quale spuntavano delle cicatrici. Sapevo cosa stava pensando, come tutti gli altri.
Gli occhi del ragazzo passarono ad esaminarmi il viso. Si posarono sulle labbra carnose, sui capelli castani e ancora arruffati e, infine, si posarono sugli occhi .
Sorrise -Jon?-
-Si- corrugai la fronte -chi sei?- lo guardai ritrovandomi a guardarlo curioso. Assomigliava incredibilmente ad una persona che conoscevo o, che per meglio dire, avevo conosciuto
-È una storia lunga- inclinò la testa fissandomi a lungo prima di guardare dietro le mie spalle -posso?- indicò con il mento il salotto alle mie spalle.
Non ebbi neanche il tempo di rispondere che vi si fondò dentro, attraversando con rapidi passi l’ingresso in disordine e osservando la stanza con la testa ciondolante.
-Chi sei?- ripetei chiudendo la porta dietro di me, con gli occhi fissi sul quel suo abbigliamento stravagante.
-È una storia lunga- ripeté fissando intensamente una foto appoggiata al caminetto -begli occhi- sorrise mostrandomi l’oggetto del suo interesse.
Mi avvicinai a lui e guardai la foto che reggeva nella mano destra. Una donna dagli occhi verdi e i capelli rossi stava sorridendo con in braccio un piccolo bambino, vestito di azzurro e gli occhi chiusi.
Il ragazzo rimise la foto al suo posto guardandosi nuovamente intorno e avviandosi verso la cucina.
-Posso?- si girò verso di me aprendo il frigorifero.
Aprii la bocca sorpreso. Ma chi cazzo era questo cretino? Piombava a casa mia, alle tre del pomeriggio, senza dire nulla, e pretendeva persino di mangiare dal mio frigorifero?
-Non ce l'hai un po' di birra, vero?- frugò tra la roba -lo sospettavo...vabbè...berrò del succo...-
Mi avvicinai a lui fissandolo confuso -scusa ma chi cazzo ti credi di essere? Piombi in casa mia e pretendi persino di bere dal mio frigo?- solo dopo aver pronunciato quelle parole mi resi conto del loro tono brusco.
-Non posso?- si sedette sulla sedia guardandomi divertito.
-No che non puoi!-
-Ok- rise poggiando la bottiglia sul tavolo e fissandomi attentamente, come se non sapesse cosa fare -belle cicatrici-
Solo in quel momento mi resi sul serio conto della persona con cui stavo parlando. Era da tantissimi anni che non usavo l'italiano che neanche me ne ero reso conto. Quel ragazzo non era americano: era italiano.
-Come fai a sapere che parlo italiano?- mi sorse spontaneo.
-Ho provato ad indovinare- sorrise mostrandomi i denti bianchi.
-Chi cazzo sei?- lo guardai incredulo e indietreggiai leggermente.
-Perchè ti importa sapere chi sono?- rise forte.
-Non lo so...forse perché sei un estraneo e per altro straniero…?- lo guardai come se fosse scemo.
-A proposito dell'America! Mi ero quasi dimenticato del fuso orario!- il ragazzo si diede una manata in testa e si alzò dalla sedia di scatto -ce l'hai il coso per guardare i programmi italiani?-
Lo fissai sorpreso, convinto che stesse scherzando. Era venuto qua per scroccare una birra e per guardare la televisione?
-La Tv Satellitare?- chiesi confuso.
Annuì con un sorriso -metti su cinque, che ore sono in Italia in questo momento?- si grattò il mento pensieroso.
-Le nove perché?- chiesi accendendo la tv del soggiorno.
-Perfetto- sorrise guardando la tv -è già iniziato...peccato- fece una smorfia alla vista di uno studio illuminato di arancione.
Lo guardai a mia volta e lo riconobbi all'istante. Era lo studio di un programma televisivi: Amici.
Al centro di esso c'era una ragazza che stava ballando. Aveva capelli biondi, lisci e piatti, gli occhi azzurri e un fisico asciutto anche se non del tutto proporzionato. Accanto a lei c'era un altro ballerino, scuro e con muscoli possenti.
-Carina, vè?- il ragazzo sorrise mentre mi giravo verso di lui.
Dire che mi stava facendo perder la pazienza era dire poco. Non sapevo che fosse, cosa volesse, da dove era venuto e il perché mi stava facendo vedere quel programma.
-Senti...- provai dire con calma, cercando di contare senza buoni risultati fino a dieci -non ho tempo per queste stronzate. Ho cose più importanti da fare che guardare uno stupido programma televisivo...- mi sorpresi ancora del tono di voce calmo che tradiva la vera rabbia e impazienza che stavo provando.
-Hai ragione sai?- inclinò nuovamente la testa -fa un po' schifo come programma...all'inizio sono tutti buoni poi però si scannano a vicenda!- rise indicando con il mento la tv -guarda quello ad esempio- disse nello stesso istante in cui le telecamere inquadravano un uomo dagli occhi azzurri e i capelli più o meno bianchi -all'inizio tutto buono e gentile, poi ti tratta peggio della merda sotto le scarpe!-
-Lo conosci di persona?- aggrottai la fronte non credendogli.
-Purtroppo per me si…- fece una smorfia -mi ha definito un talento...-
-Tu?- lo guardai storto, trattenendomi dal ridere -e cosa saresti scusa? Un ballerino?-
-Beh si...- fece l'offeso -che ho che non va?-
-Mah...- feci scorrere gli occhi sul suo abbigliamento stravagante, in tono sarcastico -non assomigli proprio ad un ballerino....- sorrisi nonostante la strana situazione -classico?-
Il ragazzo rise -no...decisamente no!-
Buffo, sembrava simpatico nonostante il suo comportamento stravagante.
Ritornai in me stesso e lo guardai serio -senti mi ha fatto piacere la tua visita ma non ho davvero tempo da perdere...-
-Non vuoi sapere chi sono?-
-Sinceramente non sta in cima alla mia lista delle priorità...- sbuffai.
-E che cosa sta in cima alla tua lista?- rise -dormire come un ghiro alle tre di pomeriggio?-
Lo fissai nuovamente confuso -come facevi a sapere che stavo dormendo?-
-So molte cose di te Jon-i suoi occhi color nocciola di fissarono sui miei -so cosa stavi sognando, cosa è successo la notte dell' 8 Gennaio del 1994, il perché a nove anni hai comprato una pistola, perché sei andato a Milano- sorrise mentre aprivo la bocca sconcertato -so che ad Agosto sei diventato un uomo, un vero grande uomo, forse l'uomo migliore del mondo-
-Chi sei?-
Lo guardai incredulo, il petto che si alzava ed abbassava senza sosta.
-Non ha importanza chi sono, ha importanza chi sei tu- la sua voce era secca.
-Come fai a sapere tutte queste cose?- girai intorno a lui come un uccello in gabbia.
Era una spia, doveva essere per forza una spia o un poliziotto.
-Le so- mi rivolse un fievole sorriso -ma voglio farti alcune domande prima di dirti tutta la verità-
-Cosa vuoi?- chiesi subito fissandolo male.
-Credi in Dio?- domandò in fretta.
"Ma questo ci è o ci fa??" strabuzzai gli occhi ancora più incredulo.
-No- risposi titubante -preferisco credere di no piuttosto che si...-
-Perchè?- aggrottò la fronte e si rigirò tra le mani il laccio della felpa.
-Perchè se davvero esiste non sa compiere il suo dovere...- ripetei quelle parole quasi meccanicamente, come se facessero parte di me.
-Curioso…- il ragazzo sorrise inclinando la testa e mi guardò con più interesse -la sua stessa identica risposta- sussurrò impercettibilmente.
Non dissi nulla e quando risollevò la testa chiese: -e nell'amore?-
Non sapevo che dire. Ci credevo o no? La mia vita era stata popolata solo da estremi. Non avevo mai conosciuto delle persone "grigie", né bianche né nere, solo buone e cattive, mai una via di mezzo.
-Si- risposi dopo un po' -ne ho ricevuto solo da due persone-
-E nei sogni?- sorrise -credi nei sogni?-
Corrugai nuovamente la fronte -perché tutte queste domande? Che ti frega?-
Sorrise di nuovo -allora?-
-Si, ci credo- riposi secco senza girarci attorno.
Il ragazzo rise -sai...sei un bel tipo...pensavo fossi un po' più sorridente, ma si vede che sbagliavo...-
-Allora? Me lo dici si o no chi cazzo sei?- indicai la tv ancora accesa -e perché mi fai vedere sto coso?-
Lui rise più forte -aveva ragione a dire che avevi degli occhi stupendi-
-Chi?- chiesi sbraitando contro di lui.
-Sai...la prima volta che l'ho vista ho pensato che fosse l'unica ad avere degli occhi del genere...ma a quanto pare mi sbagliavo...- mi fissò a lungo -pensa che avevo creduto fosse un angelo caduto dal cielo…-sorrise -poi però ho capito che non poteva essere un angelo venuto a salvarmi perché come poteva salvare qualcuno se non era capace a salvare se stessa?-
Aprii la bocca sorpreso da quel discorso e, istintivamente, indietreggiai verso il muro. Quel discorso mi stava mettendo paura e quelle parole non riuscivo a credere che fossero vere.
-Si è voltata indietro Jon, se è di questo che hai paura- il ragazzo mi sorrise, un sorriso diverso dagli altri, complice -è la persona migliore che conosca ed è più forte di quello che pensi, molto forte, forse troppo...-
Aprii la bocca sorpreso mentre il ragazzo mi si avvicinava lanciandomi qualcosa. Presi l'oggetto al volo e lo guardai.
Era una collanina.
Una collanina d'oro con al ciondolo mezzo cuore. Ma non era il mio cuore. Era il suo.
Alzai gli occhi sul ragazzo con la cresta che stava sorridendo affianco a me -non è il tuo, il tuo ce l'ha lei, questo è il suo...- sorrise con gli occhi fissi sul mezzo cuore -ma non mi appartiene- alzò gli occhi scuri su di me -appartiene a te-
-Chi te l'ha dato?- chiesi come uno stupido conoscendo già quella risposta alla quel continuavo ad opporre resistenza.
Il ragazzo sorrise indicando la tv dietro di me, con un cenno del capo -voltati indietro...e forse lo scoprirai-.
Fissai per un'ultima volta quegli occhi color nocciola prima di seguire il loro consiglio. Di solito non seguivo mai quello che mi dicevano gli altri, avevo sempre fatto di testa mia. Fin dall'età di nove anni quando mi ero deciso ad allontanarmi dall'America, assetato di vendetta.
Ma in quel momento il mio orgoglio scomparve e mi voltai indietro, verso la tv.
C'era una ragazza vestita di blu che si stava avvicinando al centro dello studio.
Aveva lunghi capelli castani, mossi, che incorniciavano un viso ovale e incredibilmente perfetto.
Era bella, molto bella.
Ma la cosa più bella di tutte, più bella di quelle labbra carnose, di quei capelli mossi, di quelle guance leggermente rosse e di quel sorriso innocente erano gli occhi.
Dolo poche persone al mondo avevano degli occhi del genere.
Aprii la bocca sorpreso e il mio cuore prese a battere più forte. Quello stesso cuore che tre anni fa si stava fermando...
La mia mano stretta a pungo si aprì.
La collanina si sbilanciò verso il basso e cadde sul pavimento.
La collanina si schiantò a terra, il mezzo cuore si rovesciò girando su se stesso per un paio di secondi prima di fermarsi e cadere completamente al suolo.
Non lo guardai.
Ormai non ne avevo più bisogno.
Finalmente avevo ritrovato la metà del mio cuore.




Prefazione




La pioggia continuava a scendere sul mio viso senza sosta.
Alcune goccioline si posavano sulle guance dolcemente, altre, le più audaci, battevano sul mio corpo con violenza.
Alzai gli occhi dalla sabbia ormai nera e diverse gocce scesero fino a solleticarmi il collo.
Non erano gocce di pioggia.
Erano molto di più.
Il paesaggio era sfocato ma, nonostante tutto, riuscivo ancora a intravedere quella minuscola e fragile figura che si allontanava.
-Adry!- un singhiozzo uscì disperato dalle mie labbra mentre mi alzavo in piedi.
Non riuscivo quasi più a sentire la sensibilità delle gambe e la guancia destra sembrava ardere. Piccole fiamme si erano posizionate su di essa e continuavano a bruciare, senza tregua.
La schiena di Adriano non si voltò e continuò ad andare dritto, senza degnarmi di uno sguardo.
-Adry!- urlai più forte, arrancando faticosamente verso di lui.
Solo quando la mia mano sfiorò il suo braccio si voltò.
Degli occhi scuri, carichi di odio, si posizionarono sul mio viso, incendiandomi. Si staccò dalla mia presa di scatto come se la mia mano scottasse. Il suo corpo indietreggiò e le sue labbra assunsero una smorfia di disgusto che non fece altro che aumentare il dolore all’interno del mio corpo.
-Adry…ti prego…- singhiozzai ferocemente, senza riuscire a controllare altre lacrime che scendevano senza sosta.
-Vattene-
La sua voce risuonò secca per tutta la spiaggia. Forte come una frusta che sbatteva sulla mia schiena ma, l’unica differenza, era che aveva colpito dritto al petto, nel punto più debole di tutti.
Il cuore.
-Adry…ti prego… ascoltami…- caddi a terra singhiozzando, senza riuscire a placare le lacrime.
-Ho ascoltato fin troppo- continuò a guardarmi da sopra, l’espressione dura e severa. Il volto completamente bagnato dalle gocce di pioggia e i pugni stretti per la rabbia.
Posai entrambe le mani sulla sabbia e continuai a piangere. Il mio petto si alzava ed abbassava con forza, spinto dai mille singhiozzi che continuavano a fuoriuscire dal mio corpo.
Era come se tutto dentro di me si fosse spezzato, come se tutti i pezzi si fossero dispersi nel nulla.
E non sentivo nient’altro che il dolore.
Come quello che il suo schiaffo mi aveva causato. Posai la mano sulla guancia ancora rossa e dolorante, sorprendendomi io stessa di quanto quel semplice gesto mi avesse fatto male, mi avesse completamente sconvolto.
E non riuscivo neanche a guardarlo negli occhi, a posare lo sguardo su quel viso che avevo amato, che mi ero ritrovata ad osservare più volte con dolcezza. Su quel viso che avevo baciato, accarezzato ma che in quel momento mi odiava.
Un suono improvviso mi spinse a muovermi e posai lo sguardo su ciò che Adriano aveva appena buttato a terra, ai suoi piedi.
Un fulmine illuminò la scena e lo riconobbi.
Il mezzo cuore di Jon era posato sulla sabbia, di fronte a me.
Alzai gli occhi per fissarli su quelli di Adriano ma erano freddi, distanti e non tradivano alcun tipo di emozione.
-Non puoi neanche minimamente immaginare quanto ti odio-
Un altro dolore lancinante al petto, altre schegge che si conficcavano sulla mia pelle.
-Mi hai mentito per tutte queste settimane….- la sua voce uscì ancora più secca e rabbiosa di prima –mi hai nascosto la verità…- si incrinò leggermente prima di continuare –tutte le cose che uscivano dalla tua bocca erano bugie, vero? Non sai far altro che mentire. Non so come lui abbia fatto ad innamorarsi di te…-
Abbassai lo sguardo non trovando il coraggio di guardarlo negli occhi. In quegli stessi occhi che in quel momento mi sembrava di non conoscere.
“Resterà il nostro piccolo segreto” come un lampo gli occhi grigi di Jon apparvero all’improvviso e mi scossero con forza.
E così avevo fatto.
Avevo mentito a tutti, nascondendo ciò che sembrava un piccolo e innocente segreto e, facendolo, avevo perso ogni cosa.
Piccoli granelli di sabbia si sgretolarono tra le mie dita e caddero nuovamente a terra. Ma la rabbia dentro di me non accennava a cadere. Continuava a riempirmi il corpo, senza voler uscire. Continuava a farmi male.
Ma Jon era morto. Che senso aveva continuare a mentire? Che senso aveva continuare a provare rancore, a immaginare un futuro diverso.
Il mio futuro era davanti ai miei occhi.
Il mio futuro era lui e non avevo nessuna intenzione di lasciarmelo sfuggire proprio come quei granelli che erano scivolati tra le dita.
Ma lo stavo perdendo, lo stavo facendo proprio in quel momento.
Adriano si voltò e camminò in direzione apposta, la schiena rivolta verso di me.
Sentii il mio cuore continuare a battere con forza, come se volesse uscire dal petto.
Non sentivo nient’altro che i battiti e la pioggia. Non sentivo altro che il dolore e la rabbia.
Non sentivo altro che amore.
-Su una cosa non ho mentito!- urlai ad un tratto sovrastando il rumore della pioggia.
Adriano si fermò ma non si voltò.
La pioggia continuò a scendere su di lui, inzuppandolo completamente ma, nonostante tutto, non si mosse di un centimetro.
Invece le mie labbra si mossero, assaggiando il sapore salato delle lacrime unito con quello dolce della pioggia.
-Ti amo-



Capitolo Uno


Il Provino.



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"Se potessimo avere le ali in questo momento potremmo volare liberi..." ripensai al sogno di quella mattina "liberi da ogni cosa, da ogni pensiero…liberi dal mondo...liberi di amarci..."



-Jon smettila!- urlai terrorizzata dal terrazzo.
Jon continuò a camminare imperterrito sul muretto, a pochi centimetri dal vuoto. Sorrise voltandosi nella mia direzione.
-Hai paura?- rise come un ubriaco, muovendo le braccia per equilibrarsi.
-Jon ti prego scendi!- cerci di prenderlo per la mano ma la scansò con un gesto rapido, continuando a camminare sullo stretto muretto del terrazzo.
Tirava un vento tremendo, forse a causa dell'altezza, tipico di una giornata di Dicembre.
Indossavo solo una semplice maglietta e il vento sbatteva forte sulla mia pelle, tanto che divenne bianca.
-Vieni anche tu!- Jon sorrise guardando sotto di sé -la vista da quassù è meravigliosa!-
-Ti prego Jon!- piagnucolai sentendo gli occhi inumidirsi nonostante il gelo.
-Stai piangendo?- aggrottò la fronte alla mia vista -per me?- sorrise con gli occhi grigi che si illuminavano.
-Non per te cretino!- sbattei i piedi a terra maledicendolo -per il freddo!-
Rise forte. Sperai che scendesse ma non lo fece. Anzi, iniziò a muovere le braccia su e giù come un uccello e continuò a camminare tranquillamente aventi e indietro, senza tregua.
-Guarda Isabel!- con i piedi iniziò a saltare -sto volando!-
-Stai saltando cretino!- urlai incazzata rabbrividendo a causa del freddo che mi riempiva i polmoni.
-Sai...- si girò a fissarmi con gli occhi grigi che parevano risplendere della luce lunare -se potessimo avere le ali in questo momento potremmo volare liberi...- sorrise rivolgendo gli occhi alla luna -liberi da ogni cosa, da ogni pensiero…liberi dal mondo...- si voltò a fissarmi con un sorriso simile a quello di un bimbo -liberi di amarci...-
-Jon ti prego finiscila e scendi giù!-
-Non avevi detto che stavi piangendo per il freddo??- la sua risata rimbombò su quel piccolo terrazzo vuoto -se in questo momento cadessi giù...- si sbilanciò verso il basso -non dovresti piangere...-
-Jon no!!!- mi avvicinai a lui cercando di afferrarlo per il giubbotto di pelle -smettila!-
Sorrise e saltò giù dal muretto, atterrando a pochi centimetri da me. Fece una smorfia alla vista delle mie lacrime -ti facevo più coraggiosa...-
-Cretino!- iniziai a tempestarlo di pugni -ma sei stupido o cosa?-
Scoppiò di nuovo a ridere, prendendomi i polsi tra le mani e traendomi a sé.
Posò le labbra calde sul mio collo -sei gelida…- sussurrò piano, salendo all'orecchio.
Mi allontanai con una smorfia, dandogli un altro cazzotto sul petto muscoloso -Certo! Sto morendo dal freddo per colpa tua!-
Sorrise allargando le mani e abbracciandomi forte -avevi davvero paura che mi lanciassi?- fece con un sussurro a pochi centimetri dal mio viso.
Annuii rossa in faccia. Con un gesto rapido mi alzò il mento in modo che lo guardassi negli occhi.
Mi ritrovai ad osservare la bellezza del suo viso incantata, gli occhi grigi che scintillavano al buio, illuminati dai raggi lunari.
-Dovresti saperlo che non ti lascerei mai....- sorrise accarezzandomi la guancia umida con il polpastrello -per nessuna ragione al mondo...-


-Isa dai!!- una mano mi scosse per la spalla -è ora di alzarsi!-
Mugugnai qualcosa girando la testa. Un viso ovale, incorniciato da splendidi capelli biondi mi sorrise.
-Che ore sono?- borbottai alzando il busto.
Che palle risvegliarsi al mattino! Se fosse stato per me sarei rimasta tutto il giorno a dormire, in compagnia dei dolci ricordi. Peccato che insieme ai dolci i fossero pure gli amari ma grazie al cielo quella notte il sogno era stato bello. Cercai di scacciare via il viso di Jon per concentrarmi su quello di Elena e aggrottai la fronte per farlo meglio.
-Le dieci- si alzò dal letto scostandosi i capelli mossi.
-Le dieci?- esclamai stupita infilandomi di nuovo sotto le lenzuola -e tu mi svegli alle dieci???Ma sei diventata scema per caso??-
Rise divertita e indossò in fretta una maglietta bianca -dimentichi che giorno è oggi...-
“Perché...che giorno è?” pensai cercando di ricordare e la risposta venne in fretta proprio in quel momento.
Il provino di Amici.
-Merda!- mi alzai in piedi -e me lo dici solo ora???-
Rise voltandosi verso di me e mostrandomi due magliette -meglio quella viola o quella bianca?-
Le guardai distrattamente, giusto per farmi un'idea.
-Bianca, il viola porta sfiga- replicai svelta.
-Al teatro, non ad un provino!- esclamò con gli occhi al cielo -vabbè...glielo vado a chiedere a Robb- si avviò verso la porta che proprio in quel momento si aprì di scatto e Robb fece la sua comparsa nella stanza.
Guardò la camera in disordine prima di esclamare -ah!Siete già sveglie! Avevo paura di dovervi trascinare sotto per i capelli!-
-Tesò, meglio quella bianca o questa viola?- Elena gli mostrò le due maglietta sbattendogliele praticamente sotto il naso.
-Quella bianca, il viola porta sfiga- rispose distrattamente.
Elena si voltò verso dei me con la bocca spalancata -ma vi siete messi d’accordo voi due per sparare ste' stronzate???-
-Perchè che ho fatto?- Robb mi fissò con la fronte aggrottata.
Scoppiai a ridere alla sua espressione -lascia perdere...è meglio....- lasciai la frase in sospeso e mi infilai le pantofole.
-Ok, comunque la colazione è pronta- uscì dalla stanza per dirigersi in cucina.
Era da due anni che abitavamo insieme e non c'era una santissima volta in cui non fosse il primo ad alzarsi e a preparare al colazione. Una volta avevo cercato di batterlo sul tempo ma la sveglia aveva suonato troppo rumorosamente e anche lui si era svegliato. Alla fine l'avevo buttata quella maledettissima sveglia a forma di mucca.
Elena, dopo almeno cinque minuti, scelse di indossare la bianca che le lasciava le spalle scoperte, molto scollata sul davanti.La abbinò a un paio di pantaloni neri che mettevano in risalto il fisico da ballerina classica.
Era bella, molto bella.
Avevo sempre invidiato quel suo modo di fare, quella sicurezza che sfoggiava in ogni occasione.
Ma più di ogni altra cosa invidiavo i suoi occhi. Erano verdi, con qualche sfumatura di marrone. Occhi belli ma allo stesso tempo semplici, che passavano inosservati a meno che non li fissavi a lungo.
Scacciai via quel pensiero e scelsi di indossare una maglietta verde, larga sui fianchi, e dei jeans semplici con scarpe da tennis ai piedi.
-E tu vorresti andare al provino più importante della tua vita conciata in quel modo??- i suoi occhi verdi si spalancarono alla vista dei miei jeans.
-Si, perché?- chiesi infilandomi le scarpe.
Scosse la testa scandalizzata -perchè per una buona volta non indossi una mia maglietta?- frugò in mezzo all'armadio tirando fuori una maglietta dorata, molto scollata e che lasciava la schiena scoperta.
Risi alzandomi in piedi -quella roba mettila tu, non certo io!- passai davanti allo specchio evitando accuratamente di posarci lo sguardo.
-Dai Isa!- esclamò come una bambina -per una volta accontentami!-
-Non ci penso neanche morta....- scossi la testa con una smorfia.
-Uffi però!- sbuffò riposando la maglietta nell'armadio -almeno permettimi di darti della scarpe decenti o di truccarti un po!-
-Ele devo andare ad un provino, non ad una sfilata!- alzai gli occhi al cielo dirigendomi verso il bagno.
Borbottò qualcosa mentre si aggiustava i capelli in una mezza coda.
Chiusi la porta del bagno con un sospiro. Ecco arrivato il momento più cruciale. Tirai fuori dall'armadietto accanto allo specchio del lavandino ciò che avevo nascosto.
Lenti a contatto.
Una smorfia mi uscì naturale. O adesso o mai più. Era una specie di lotta tra me e loro.
Solo due settimane fa mi ero decisa a comprarle. Ne avevo l'assoluto bisogno se volevo entrare nella scuola di Amici, non potevo certo farlo con quegli occhi.
Osservai il mio riflesso allo specchio.
Una ragazza mi restituì lo sguardo: i capelli castani, leggermente mossi alla fine le ricadevano sulle spalle in ciocche disordinate, una smorfia era dipinta sulle labbra carnose,. le guance erano leggermente rosse e poi c'erano quagli occhi…
Occhi di uno straordinario grigio brillante, simile a quello di una lama affilata.
Distolsi lo sguardo dallo specchio e tirai fuori dal sacchetto le lenti che avevo comprato.
Erano marroni.
Il negoziante mi aveva guardato come se fossi stupida e in effetti non aveva tutti i torti.
Quale ragazza sana di mente avrebbe voluto far cambiare colore agli occhi per farli diventare marroni?
Sopratutto a quegli occhi?
Scacciai via il pensiero dl negoziante per metterle. Era da due settimane che ci provavo ma tutte le volte che avvicinavo il dito all'occhio quest'ultimo si riempiva di lacrime. Il dito tremò più forte a pochi centimetri dall'occhio destro, lo allontanai per riprovare l'istante successivo. Rimasi per almeno un quarto d'ora così, allontanando e avvicinando il dito senza avere il coraggio di infilarcelo dentro.
Ma come cavolo facevano le persone ad infilarsi le lenti a contatto??
Avevano poteri sovrannaturali??
"Merda! Come al solito sono sempre sfigata....no n sono neanche capace ad infilarmi delle semplici lenti a contatto!" sbuffai riprovando ad avvicinare il dito, cercando di guardare da un'altra parte ma mi risultava impossibile,.
L'occhio mi cadeva sempre lì, sul polpastrello rosa che stava via via facendo sempre più grande.
La porta si aprì all'improvviso, rinfilai la lente nel contenitore voltandomi.
Elena mi guardò con un sorriso a trentadue denti -come sto??-
Si era acconciata i capelli biondi e mossi in una mezza coda, le ciocche lasciate libere le ricadevano sulle spalle come quelle di una modella,; il viso era leggermente truccato, giusto da una matita nera e un po' di fard.
-Bene- sorrisi.
-Che stavi facendo?- corrugò la fronte pensierosa.
-Niente- rinfilai il contenitore nell'armadietto accanto a dei bigodini per capelli.
L'ultima cosa di cui avevo bisogno era vedere la sua bocca aprirsi scandalizzata. Sicuramente mi avrebbe dato della pazza.
Ma non poteva capire, facevo persino io fatica a comprendere il perché di quei soldi buttati al vento.
Sbuffai avviandomi verso la cucina con i miei soliti e stupidissimi occhi. Robb era in piedi, intento a, leggere il giornale e con una tazza di caffè in mano.
-Che dice?- chiesi infilando la testa dentro il frigorifero alla ricerca del succo alla pesca.
Distolse lo sguardo dal pezzo di carta per rivolgerlo verso di me, alzò il sopracciglio con fare critico -non vorrai andare al provino concita in questo modo...-
-Glielo ho detto anche io- aggiunse Ele sedendosi sulla sedia.
-Che c'è che non va?- alzai gli occhi al cielo resistendo alla tentazione di ucciderli.
-Niente...se non fosse per quella maglietta tutta larga e sbrindellata....- Robb si avvicinò a me con un sorriso sarcastico in volto.
-Quando finirete di fare i miei agenti di moda?? E io che ero convinta foste dei ballerini....-
Robb rise divertito lavando la tazza che aveva in mano -ok, la faccio finita te lo prometto....- mi fissò con un sorriso -tanto non sarà certo un viso struccato e una maglietta larga ad evitarti gli sguardi dei ragazzi e tu lo sai....-
Sbuffai sedendomi accanto a Ele che stava fissando la tv a bocca aperta -madò quanto è bono!- esclamò con voce sognante.
Fissai lo schermo: David Beckham stava sorridendo davanti alle telecamere, in un intervista,
Io e Robb ci guardammo esasperati.
Non c'era una benedettissima volta in cui Elena non lasciasse apprezzamenti su tutti i ragazzi che incontrava. Mi sorprendevo del fatto che non avesse mia guardato Robb con gli occhi a cuoricino e l'espressione da ebete dipinta sul volto. Eppure era a il classico ragazzo che gli sarebbe piaciuto.
Occhi azzurri, capelli biondi, alto, magro, fisico asciutto ma non del tutto privo di muscoli.
Il suo unico problema era il naso, con una leggere gobba e anche le orecchie a sventola che odiava più di ogni altra cosa.
Ma sapevo che erano solo amici, non c'era niente di più.
Poi lui si era lasciato da poco con la ragazza, Laura.
Stranamente non sembrava soffrisse molto, ma, forse era solo l'apparenza. Magari in quel momento stava soffrendo ma non lo dava a vedere, tenendosi tutto dentro, senza esternare le sue emozioni.
Su questa cosa ci assomigliavamo un po' di più al contrario di Elena che era l'esatto opposto.
Proprio quest'ultima si alzò in piedi esclamando -allora siete pronti?? Emozionati??-
"Emozionata è una parola grossa" pensai alzandomi a mia volta dalla sedia "solo una volta mi sono sentita davvero emozionata..."
Peccato che quell'emozione fosse sparita esattamente nello stesso istante in cui avevo sentito le chiavi di una porta girarsi.

Lo studio era pieno di ragazzi, ragazzi di ogni genere. Ballerini, cantanti, attori. Questi ultimi erano in minor numero rispetto agli altri e mi chiedevo come mai non togliessero la categoria visto che le richieste erano poche e c'erano solo due insegnati.
Una ragazza mora provò di fronte a noi un paio di piroette, girando su se stessa come una trottola, un altro ragazzo, con un cappellino rosso in testa e i rasta la imitò ma al posto delle piroette eseguì una serie di difficili passi di hip hop.
-Wow!- Robb lo fissò affascinato -è n mito!.
Ele sorrise -si...vero...davvero molto bravo....- si guardò intorno -ci sono un sacco di ragazzi di hip hop quest'anno- il suo sguardo si posò su un gruppetto di ragazze vestite in modo alquanto eccentrico.
Robb rise dandole una pacca sulla schiena -mi dispiace cara...il classico non va più...-
Prima che la biondina potesse rispondere la presi per un braccio e le indicai un bancone lì davanti -andiamo a prendere i moduli!-
Seguirono il mio consiglio avviandosi verso l'enorme fila che si era creata.
Intanto che aspettavamo pazientemente percorsi la stanza colma di gente con lo sguardo. Una ballerina bionda, con un viso da bambola era appena uscita dalla porta dove si teneva il provino, con un sorriso soddisfatto; un'altra rossa si stava mangiando le unghie seduta su una poltrona mentre un ragazzo alto, con i rasta e il viso da pesce lesso le girava in tondo muovendo le labbra e con un copione in mano.
Tante emozioni simili accumulavano le persone in quella stanza. Paura, timore, preoccupazione, emozione. amarezza, felicità…
E io? Cosa stavo provando? Perché ero lì?
-Isa dai muoviti!- Ele mi scosse per il braccio -ho capito che quel tizio con il sax è bono da far paura ma non guardarlo a bocca aperta!-
-Cosa??!- la fissai interrogativa, con la fronte aggrottata -quale tizio?-
Alzò gli occhi al cielo indicandomi il punto che stavo guardando pochi secondi prima. C'era un ragazzo appoggiato al muro, una gamba stesa sul pavimento e un sax in mano. Aveva capelli neri e una leggera barba sul mento. Sorrise facendomi l'occhiolino.
-Ah!- distolsi lo sguardo in fretta -non l'avevo notato...-
-Hai visto?- Elena rise lanciandogli uno sguardo o malizioso e aggiustandosi i capelli -ci ha fatto l'occhiolino...madò è proprio bono.....-
-Dai Ele!- la spinsi via scocciata -ma tu non pensi ad altro???-
Fece per dire qualcosa ma fu interrotta da Robb , che ci si parò di fronte con i capelli tutti spettinati e l'aria di chi è appena sopravvissuto ad un branco di leoni.
-Tenete...-ansimò porgendoci i moduli -ho dovuto litigare con una ragazza...erano gli ultimi tre rimasti....-
-Che è?- risi -adesso fai pure a botte con le donne?-
-Lascia perdere- fece una smorfia -è quella là, quella romanaccia- si nascose dietro alla mia schiena indicando una moretta un po' bassa e con capelli corti e neri.
-Carina- Elena rise fissando il suo corpo snello coperto solo da una leggera maglietta argentata e un paio di pantaloncini neri -le hai chiesto il numero??-
-No- ribatté con una smorfia continuando a nascondersi -e non ci penso neanche morto. Te lo dico io: quella là è una belva...-
-Dai troviamoci un angoletto per completare i moduli!- Elena alzò gli occhi al cielo dirigendosi verso un paio di gradini, poco distante da un gruppo di ragazzi. Non ci voleva poi molto a capire il perché…
Iniziai a compilare il mio modulo, erano tutte domande basilari: nome, età, data di nascita, luogo di nascita, ecc ecc.
Poi c'erano quelle più specifiche: sul canto, sul ballo e sulla recitazione. Compilai la sezione del canto in fretta, non avevo mai avuto problemi con le corde vocali o altro. Per Robb invece la cosa si rivelò un tantino più complicata.
-Ma glielo devo scrivere che sono rimasto fermo per due mesi??- mi chiese con la fronte aggrottata.
-Se te lo chiede si...fa vedere...- sbirciai sul suo foglio aiutandolo a compilarlo.
Dopo aver finito anche con le domande dei professori Robb si alzò in piedi stiracchiandosi.
-Meno male ho finito!- si guardò in giro, alla vista di una ragazzo biondo esclamò con un sorriso -Oh, guarda chi c'è! Marco!- si avviò verso il ragazzo con un sorrisone in faccia.
Elena lo guardò allontanarsi con una smorfia -cioè....conosce quel tizio e manco ha la decenza di presentarmelo! Fosse brutto avrei capito ma guarda un poi che muscoli-
Alzai gli occhi al cielo spazientita- raggiungilo anche te ne?-
-Giusto- si alzò in piedi portandosi una mano ai capelli -vieni anche tu?-
-No....vai pure da sola....- lasciai la frase in sospeso appoggiandomi al muro.
-Ok- mi sorrise allontanandosi e raggiunse i due amici.
Rimasi da sola seduta sugli scalini.
Il mio sguardo perlustrò un'altra volta la stanza piena di gente prima di soffermarsi su Elena che sorrideva all'amico di Robb.Non era poi tutta questa gran cosa...
Distolsi lo sguardo evitando un paio di ragazzi che mi stavano fissando con un sorriso e delle ragazze urlanti poco distanti da Robb e Elena.
-Ehi!- una voce mi fece girare.
Un ragazzo con capelli castani, lunghi, ricci e con occhi color nocciola mi stava guardando.
-Si?- chiesi incuriosita.
-Hai per caso un euro?- il suo sguardo si posò sul mio viso prima di concentrasi sugli occhi e rimanerci a lungo.
-No, mi dispiace- sforzai un sorriso, sperando che si allontanasse ma non lo fece.
Rimase a fissarmi con la fronte aggrottata e una leggera espressione di delusione in volto.
-Capisco....- sorrise -comunque piacer, Valerio- mi porse la mano.
-Isabel- gli sorrisi nuovamente.
-Scusa la curiosità...porti le lenti a contatto?- aggrottò la fronte fissandomi ancora di più -non ho mai visto degli occhi del genere...-
"Beato te...quelli che conosco io popolano tutte le notti i miei sogni..." pensai stizzita ma evitai di rispondergli in quel modo.
-No- lo guardai sostante prima di posare lo sguardo su un paio di ragazze che stavano ridendo a crepapelle indicandone altre.
Aprì la bocca per aggiungere altro ma fu interrotto da altri due ragazzi che si posizionarono ai suoi lati. Uno riccioluto, alto e molto magro, l'altro sempre magro, alto, con occhi scuri e capelli sparati con il gel.
Proprio quest'ultimo diede una pacca sulla schiena a Valerio -li abbiamo trovati!- indicò la mano con un mucchio di soldi -ce li hanno dati quelle ragazze lì- indicò un gruppetto di ragazze appoggiate al muro con espressione trionfante.
-Adriano ha pure rimorchiato!- l'altro ragazzo riccioluto scoppiò a ridere.
Il ragazzo di nome Adriano sorrise modesto -eh, eh, modestamente....- si pompò il petto orgoglioso prima di rendersi conto della mia presenza.
Aprì la bocca sorpreso alla mia vista -ops, scusa! Non ti avevo visto!- sorrise dipingendosi di rosso e posizionando la mano destra dietro la schiena -eppure è strano.....- mi fissò a lungo porgendomi la mano -Adriano, piacere-
-Isabel- gliela strinsi con un sorriso e lo guardai un po’ sorpresa. Il suo viso mi ricordava qualcuno ma i miei pensieri furono interrotti dal suo amico, al fianco di Valerio, che mi porse la sua, guardandomi con la bocca spalancata.
-Gianluca, piacere....- fui costretta a staccarmi prima io per evitare che continuasse a stringerla per altri cinque minuti.
-Sei una ballerina?- chiese Valerio cercando un pretesto per posare lo sguardo al di sotto del viso, ma rimase leggermente deluso alla vista della maglietta larga.
-No- mi alzai in piedi infastidita -scusatemi ma ora devo andare...-
-Di già?- Gianlu strabuzzò gli occhi -e ci lasci così? Soli e indifesi???-
Adriano scoppiò a ridere, mi guardò con un sorriso -non farci caso...ha qualche rotella fuori posto...- i suoi occhi si posarono di nuovo sui miei -anche se in questo caso non gli do tutti i torti...- sorrise sperando di far colpo.
Grazie al cielo Robb mi salvò da tutti e tre, si fece spazio tra Valerio e Adriano, seguito a poca distanza da Elena.
-Isabel! Ecco dov'eri finita!!!- sorrise.
I tre ragazzi lo guardarono male, io gli sorrisi -dov'eri?-
-A prendere un caffè- mi strinse per la vita posandomi un bacio sulla guancia.
-Oh, che sfiga-...- sentii Gianluca sussurrare.
-Beh...noi andiamo...- Valerio mi guardò un'ultima volta, deluso -ci si vede, ok?.
-Ok, ciao. li salutai con un sorriso guardandoli allontanarsi.
-Madò! Ma l'hai visto quello con la cresta tutto vestito strampalato!- esclamò Elena appena furono abbastanza lontani -è proprio un figo assurdo! E poi guarda che culo!- guardò sognante la schiena di Adriano.
-Davvero?- lo guardai annoiata -si chiama Adriano se ti interessa-.
-E quello riccioluto accanto a lui...è proprio carino!- indicò coni il dito Valerio.
-Valerio- alzai gli occhi al cielo con Robb.
-La prossima volta non ti lascio più un secondo da sola!- mi guardò male -ti sei beccata tre boni della madonna!-
Robb rise divertito -ma li hai visti bene? Vabbè che a te va bene tutto...persino un topo morto ma i due riccioluti non si potevano vedè! Giusto quello con la cresta.....-
Rimasi annoiata a sentirli discutere. Elena affermava che i riccioli avevano il loro fascino Robb invece diceva che oltre ai riccioli non avevano nient'altro di bello.
Se in quel momento avrei avuto le ali sarai volata via.
Via.
Lontano dai loro pettegolezzi. Lontano da quella stanza piena di gente. Lontano dal mondo.
"Se potessimo avere le ali in questo momento potremmo volare liberi..." ripensai al sogno di quella mattina "liberi da ogni cosa, da ogni pensiero…liberi dal mondo...liberi di amarci..."
Peccato che le ali non le avevo se no sarei volata via, per raggiungerlo. Pronta a ritrovare il suo sorriso, il suoi occhi, il suo amore. Ma non potevo pensare a lui in quel momento, non in quel giorno.
Se ne era andato.
Per sempre.
E non sarebbe più tornato.
"Vai...e non voltarti indietro."


Andate qui per i capitoli: 2, 3 e 4!!




Vi posto anche tutte le foto dei personaggi di venvi...alcuni li ha scelti Ciri XD
Poi ve li posto perchè spesso mi chiedete su msn come si chiamava l'attore o attrice :P

Isabel- Lindsay Lohan


Adriano- Adriano Bettinelli :lol: (lui non cambia XD)



Jon-Cam Gigandet



Davide- Sean Faris



Robb-non so il nome dell'attore :lol: Chiedetelo a ciri



Elena-Kristen Bell



Dario-Jessie MetCalf



Marco-Kevin Zegers



Francesco-Chad Michael Murray



Simone-Jonathan Rhys Meyers



Catherine-Rebecca Romijn



Mamma di Jon-non ricordo l'attrice XD L'ha scelta ciri però^^



Giorgia (già che c'ero mi sono fatta un idea anche di le XD)-Chiara Salvatori (Una orrenda di miss Italia XD)



Misterioso uomo con gli occhi grigi-Tom Cruise (un po' più vecchietto però XD) ( :wub: )






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Edited by Legolina - 20/11/2009, 14:38

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«Una finestra sul cielo ed una stanza e il vuoto.
Con il tempo che scorre lì fuori.E tu che inventi l’amore!.»


Sei dentro di me come l'aria che attraversa i polmoni, fa il giro e poi riesce portandosi dietro tutto il male che c'e'. Sei dentro di me come una forma che non riesce a prendere vita eppure e' là: ferma, immobile, pronta a diventare tutto cio' che desideri. Sei dentro di me come un fuoco pronto a riaccendersi scavando tra la cenere sperando di trovare anche la scintilla piu' piccola per poter rinascere. Sei dentro di me come un fiume che dopo aver percorso valli, disceso monti, si getta a mare per trovare riposo.



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Crew Incallita

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 19:57, 18 minuti fa


NOOO NO NO NO NO NO
E RIPETO NO
:cry: :cry: :cry: :cry: :cry:
LEGOOOOO
TI PREGOOOOOO
CONTINUALA
NN ABBANDONARCI
NN SAI KM MI DISTRUGGI SE NN CONTINUI +
NN SO + KE DIRE
SPERO SOLO KE CONTINUERAI
XKè ORAMAI LE TUE FF
PRIMA TASOC E ORA QST SN ENTRATE A FAR PARTE DELLE NOSTRE VITE
ABBIAMO ASPETTATO GIORNI E GIORNI I TUOI CAPITOLI
ABBIAMO TENUTO SOTTO CONTROLLO LA PAG X VEDERE SE POSTAVI
CI HAI FATTO DISPERARE, PIANGERE, SORRIDERE, ARRABBIARE, ESULTARE,
CI HAI SEMPLICEMENTE FATTO SOGNARE
LEGO SEI UNICA
LE TUE FF SONO UNICHE
CI HANNO ULTERIORMENTE LEGATE A QST FORUM
GRAZIE AD ESSE ABBIAMO, ANZI POSSO TRANQUILLAMENTE PARLARE IN PRIA PERSONA, HO CONOSCIUTO TANTE PERSONE
SN NATI RAPPORTI
NN PUOI ABBANDONARCI
NO NO E POI NO
MI MANCANO ISABEL ADRY DAVIDE E PERSINO JON
MI MANCANO I TUOI CAPITOLI
IN ME CRESCE SEMPRE + LA CURIOSITà
CURIOSITà CHE AUMENTAVA MANO A MANO CHE LEGGEVO
XKè LA TUA NON è UN ASEMPLICE STORIA
LA TUA è LA STORIA, LA FF
QUELLA PIENA DA SEGRETI DA SVELARE
SEGRETI KE DEVONO ESSERE SVELATI
NON PUOI RIMANERCI COSì
A METà
NON PUOI

E DOPO QST ULTIMO APPELLO TI LASCIO...
ASPETTANDO UNA TUA DECISIONE
LA MIA OPINIONE E IL MIO DESIDERIO PENSO DI AVERLO ESPRESSO GIà IN QUESTE RIGHE
ORA TOCCA A TE
IO SONO QUI :(

Mi Manca di te La complicità
Gli sguardi che dai, la sensualità
Mi mancan quei momenti…
Mi mancano di te Quei baci che sai
La voglia che poi…mai non se ne va
Mi manca di NOI quella felicità
Mi mancano di noi le fantasie che sai,
mi mancano quei giorni…
Quando tutto era amore


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Crew Sveglia

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Location: Napoli; (LL)


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 20:07, 8 minuti fa


Tesò ti prego non fare così
T_________________T
Già Sabry non posta più la sua, Marica vuole aspettare, Roby non ho capito ancora xD
Ti prego, non farmi questo anche tu!

Detto questo..

CITAZIONE (Legolina @ 5/9/2009, 19:28)
Baci a tutte <3

In particolare a Ciri, Roby, Luly, Teresa e le mie socie (compresa Sabry XD)

Già ieri mi hai fatto arrabbiare, e te ne uscivi ogni tanto dicendo che mi volevi bene..
e Poi non mi saluti neanche -_-

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» Esisti tu, esisti dentro di me




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~ Non tì molliamo pìu’,
questo è ìl patto della Crew



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Voì, sempre,
ovunque e comunque ♥
Momò - Compa
©Cetty

 
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Crew Extra Yeah

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 19:01


Lego, tesò..
Non so cosa dire davvero..
Ho un grande vuoto dentro, uno sconforto assurdo.
Sarà per via di quello che è successo al forum, sarà perchè sono giù di morale da sola..Boh..
Ti capisco, è brutto ricominciare da capo, ci vuole fatica e soprattutto voglia.
Devi trovare la forza per ripostare il primo capitolo.
So che è scocciante, magari da una parte lo sarà anche per noi, leggere e postare le stesse cose, finchè non raggiungiamo il capitolo a cui eravamo arrivate.
Io non posso costringerti a scrivere, se non ne hai voglia.
Però posso dirti che le tue storie sono fantastiche, uniche.
(senza offesa x le altre) le più belle del forum.
Tu ci metti passione quando scrivi e io mi sento bene quando trovo un tuo capitolo postato.
E stupido come una semplice storia, scritta da una semplice adolescente, mi faccia emozionare in questo modo.
Le tue storie mi hanno colpito dal profondo, fino al punto di andarle a raccontare a mia cugina alle 2 di notte. Ma te l'ho già detto questo no?
Le tue storie sono così belle che mi sono proposta di salvarti 100 capitoli, racchiusi in ben 236 pagine, per non perdere una storia unica.
Onestamente, io preferisco Venvi, ma solo perchè è più intrigante, meno scontata. ma amo allo stesso modo anche tasoc, perchè è la tua prima *-*
Come ha detto Pink, grazie alle tue storie abbiamo conosciuto persone importanti. Io ho conosciuto te, grazie alle tue storie.
Te, una ragazza fantastica, dolce e simpatica. Disponibile e anche un pò zozza quando si tratta di Luca.
Io ne approfitto per ringraziarti di avermi ascoltato quando ero depressa, di esserti interessata a me quando sono tornata dalle vacanze e di aver scritto queste storie stupende.
L'unica cosa che mi viene in mente ora è:
'Continua a farci emozionare..'
Ti voglio bene, Ele.








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io non so sognarti, voglio viverti davvero
Sandrì
©©©©





Dedica della Gè
 
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Crew Incallita

Group: Martinellini
Posts: 8851


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 19:57, 18 minuti fa


LEGO VOLEVO AGGIUNGERE...
TI RICORDI QND CERCAVO SU MSN DI TIRARTI DALLA BOCCA INFO
X CERCARE DI CAPIRE QLKN IN +
MI MANCANO QUEI MOMENTI
FORSE MANCHERANNO SOLO A ME :P
A TE NO VISTO KE TI ESAURIVO :D

Mi Manca di te La complicità
Gli sguardi che dai, la sensualità
Mi mancan quei momenti…
Mi mancano di te Quei baci che sai
La voglia che poi…mai non se ne va
Mi manca di NOI quella felicità
Mi mancano di noi le fantasie che sai,
mi mancano quei giorni…
Quando tutto era amore


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Crew Vivere a Mezz'aria

Group: Member
Posts: 2451
Location: roma


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 20:01, 14 minuti fa


legooooooooo
io sn appena tornata e sinceramenet ancora nn ho capito ke ks è successo-..ki è la cretina ke ha creato qst casino e sopratt quale è il casino.
cmq ti posso dire sl una cosa....
nn c puoi abbandonare così....
ormai ci siamo affezzionate tr a te e allo splendido modo in cui scrivi e hai iniziato a farci sognare prima cn tasoc e adss cn venvi....ti pregoooooo continualaaaaaa nn ci svegliare........
ormai qst ff è diventata parte integrante di noi.,
ci siamo tr affezzonate...
e poi dai lego ke ne sarà di daviduccio....
e il tu amato jhon???
nn puoi lasciare tt così e mandare a far fottere tt il lavoro ke hai fatto in qst mesi......
tt il tuo talento e tt il nostro amore x qst ff......
t pregoooooooooooooooo tesoro.....penso di parlare a nome di tt........n ci abbandonareeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.......ti vogliamo tr bene x stare snz di te......

*-Io non ti dimentico perciò non farlo neanche tu
ricordati dovunque sei-*


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*-Ricordami-*
*-Ricordati di noi-*







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view post Posted on 5/9/2009, 19:07Quote
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Crew Sveglia

Group: BetsAnimatori of Crew
Posts: 2693
Location: cuneo


Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 19:54, 21 minuti fa


nooooo lego t pregoooo...
tt noi siamo sconvolte x qst situazione ett vogliamo si risolva...ma se qst nn accade tu nn puoi nn continuare ascrivere...come faccio senza la tua ff...gia nn fai taosac2 ora nn continui neanke venvi???no daiii t prego....dobbiamo farci forza e continuare...insieme ce la facciamo...T SCONGIURO CONTINUALA xk gia la situazione eorrenda..se poi nn si continuano piu le fff...TUTTO PEGGIORA...cn cosa m sfogo??dove faccio i mei commenti??...dove aspetto cn ansia un new capitol???dove sogno valerio morto insieme a luca e i e adry insiem???dove odio valeri???dove insulto il nano???TE LO KIEDO IN GINOKKIO VERAMENTE CONTINUAA=(
TVTB TESORINO... e io k dovevo ankora commentarti bene bene il capitolo precendente k nn avevo potuto commentare xk avevo gli esami e ora k gli hopassati e sono libera cosa commento???Qst "addio"?|!?!?!?!?=(

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Grazie per il fantastico anno
passato "insieme" pieno di emozioni;
inoltre e grazie a te che ho conosciuto
persone fantastiche coma la Crew
Bets&Crew grazie di tutto
un anno di te, un anno di noi, un anno di voi;<3
un anno speciale e stupendo,
come questo altri 1000=)


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Il capitolo ci tengo a dedicarlo a TERESA!!! E voglio precisare che TASOC è dedicata sopratutto a lei!!! Tesò scusa se non ti ho mai dedicato un capitolo ma con quelli di tasoc di solito non lo facevo mai....però sappi che ti dedico tutta la storia, penso sia anche meglio no?<3

Una scritta bellissima, così grande da farti sembrare una nullità.
Una scritta piena d’amore..
"Ti Amo sopra Ogni Cosa"<3

Loro 2 mi mancano tantissimoo..<3



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xk noi siamo le migliori=)

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Io cn voi SEMPRE e per SEMPRE
se lo vorrai sempre e per sempre nella stessa porte mi troverai
 
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view post Posted on 5/9/2009, 19:30Quote
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Crew Rifiuto e Vado Avanti

Group: Crew Bettinelli
Posts: 905
Location: Abruzzo (dalla casetta di Davide in Venvi)


Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 14:09


Lego...stai scherzando vero? Io come faccio senza il mio Daviduccio? Ho anche messo che provengo dalla sua casettina e ora me ne devo andare dopo solo 3 ore di convivenza?? Cioè non è possibile non può morire così in questo modo brutale( per la seconda volta) non farlo morire ancora, Adry non vorrebbe, Isa neanche Jon neanche...io neancheeeeeee e poi come farò? ora che avevo iniziato il fan club dei miei tordi preferiti ora non portò più dare del tordo a nessuno( perchè se non sarà un personaggio della tua ff non dirò tordo a nessun altro d'ora in poi) tu non puoi lasciarci così, in questo modo, non sappiamo neanche se alla fine Davide resuscita per qualche strano mistero della vita! Igor non vorrebbe che suo fratello padre di Adry venisse cancellato prima ancora che la sua storia da freddo padre congelato iniziasse, non vorrebbe che tutta la sua carriera da sterminator fosse finita così in questo modo, senza più un pochino di ghiaccio, ma anche poco poco. ç.ç non puoi non scrivere più...io amo questa ff!! Ormai mi sono affezzionata a tutti i tuoi personaggi!! Persino al ancora-mai-nato Davide Bettinelli futuro figlio di Isabel e Adry. Io voglio vedere nascere il piccolo Bettinelli junior per vedere che anche lui sarà un mito!! Il mio capo!!! Ogni giorno ci hai fatto aspettare un tuo capitolo, stavo davanti al computer e subito aprivo la pagina delle ff per vedere se avevi postato...a volte dicevo " woooow ha già postato" altre volte "quanto ancora dovrò aspettare per rileggere di Daviduccio?" ....se ora la finisci qui...dovrò aspettare....per sempre...e io non ho tutta la vita per aspettare Daviduccio!!!

Ti-ti-ti fine ...fine...troppe scemenze...il cervello reclama un pò di serietà...ok!

L'unica cosa che voglio farti capire è che ormai siamo tutte affezzionate a questa ff e a me è entrata dentro l'anima...continuala ti prego...perchè ho detto...ormai mi sono affezzionata ed è grazie alle tue ff che ho scoperto la bellissima persona che sei!!Ti voglio bene!!

Lego ho fatto una richiesta ne" richieste grafiche" e c'ho scritto che se la fai non mi dispiace XDDD se hai tempo falla se no no problem!!magari ti distrai mpo e poi ti ritorna voglia di scrive XDD


Edited by »L’amore°conta} - 6/9/2009, 13:40

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La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata.
{Seneca}



imageCredit to Dia , Nancy e 'Sdea

Bitch, Davide Flauto's mine!
My virtual boyfriend is Silvio Barbieri.
Giù le mani Marco Mengoni è mio!
I support Mario Spada. any problems, bitch?
So won't you fly whit me Stefano Maiuolo ??
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view post Posted on 5/9/2009, 20:05Quote
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Crew Serena

Group: Martinellini
Posts: 1622


Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 17:16


No Lego ti prego, non può essere...
Tu mi hai rapita con questa ff, non so come spiegare, ma riesce a farmi emozionare, a farmi ridere, a farmi incollare davanti allo schermo e a volte anche a farmi arrabbiare.
Hai un modo unico di scrivere, come ti ho già detto a me non piace leggere, leggo solo d'estate, ma comunque pochi libri; ma le tue ff e i tuoi capitoli li leggerei per ore, sei bravissima Lego.
Non posso pensare di non leggere più tuoi capitoli.
Mi mancherebbero troppo Isa, Adri, Davide, John, tutti ( tranne Simone ovviamente :))

Ti prego pensaci, spero che troverai ancora la voglia e la forza di continuare!

Grazie di tutto Lego!! ^^

Martina&Adriano <3

E... senza parole
:D
 
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view post Posted on 5/9/2009, 20:10Quote
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Crew Buona Notte Fiorellino

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 23:19


lego ti prego continuala se penso ke x qll lì nn leggerò + i capitoli di qst ff meravigliosa mi viene una rabbia ke neanke immagini

c'ho messo 3 giorni x leggerla tt e poi
CITAZIONE
Inoltre non era neanche tanto seguita..

qst nn è vero ci sn 23 o 24 capitoli e le pag sn 79 xcui ti prego continuala poi cm facciamo noi snz davide? :wub:
ti scongiuro lego continuala fallo x noi please

5 ottobre 2008 - 5 ottobre 2009 bets & crew
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Grazìe a ~ Marty & Zac

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Ma qualcosa nella sabbia catturò la mia attenzione.
Perché lì, stesa nell’immensa spiaggia, illuminata dalla poca luce proveniente dal sole c’era una scritta.
Una scritta bellissima, così grande da farti sembrare una nullità.
Una scritta piena d’amore.
”... Ti Amo sopra Ogni Cosa..."

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Vai...e non voltarti indietro

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Crew Rifiuto e Vado Avanti

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 19:33


noooo per favore nn la puoi far finita così!please!!io sono perdutamente innamorata di questa ff(e in particolare di davide e adriano :P..)
all'inizio entravo nell altro forum nella sezione ff solo x leggere tre fanfiction..due delle quali sono le tue!(la terza è che stupida che sei tu nn impari mai di "camicia grigia")amo il tuo modo di scrivere,e ti stimo x la fantasia,la costanza ke hai dimostratato nelle tue fanfiction..noi nn ci conosciamo xk nn sono mai stata molto frequente nel forum e sicuramente nn te ne fregherà nnt di tutte queste cose che ti sto scrivendo xò ti volevo solo dire he nn devi pensare ke questa ff ultimamente nn era più seguita...c'è gente ke tutti i giorni passa x questa ff x un eventuale aggiornamento x un nuovo capitolo..io per esempio nn ho commentato sempre,ma i capitoli li ho letti ed amati tutti...detto questo ti saluto un bacione!

....SULLA PELLE C'è ORMAI IL SEGNO CHE HO DI TE...
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view post Posted on 6/9/2009, 12:14Quote
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Crew Extra Yeah

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Location: dal mio mondo...fatto di sogni,di musica e di danza..questo mondo è la piccola stella che guardi tu.


Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 14:39


Lego
Forse non mi avrai vista commentare al tua ff
ma io la leggevo!
Solo che il mio ex pc che è un apalla non mi permetta di comemnatre
Poi in questi giorni
c'è stata tutta questa sotria ed ho slatato dei capitoli
ma tu non puoi lascrci così
no no e no!
Mi mancano i momenti di quando leggevo e ripetevo "non può essere O.o" oppure "che bello ^^..mi ha fatto emozionare"
o quando in tag si parlava di questa tua ff..
che oramai e adorata da tutti insieme a "che stupida che sei.Tu non impari mai" e "..Ti rincontrerò..." o anche "uan vita.Tanit sogni" e latre pur smepre bellissime ed emozionanti.
Ma questa e quella di Roby (Che stupida che sei.Tu non imapri mai" sono le due che mi hanno fatto emozionare di più.
Che mi hanno fatto piangere,ridere,sognare,emozionare e stare ore e ore per aspettare il tuo cpaitolo.
Ora ti abbandono da questo super extra commento e voglio solo una cosa da te ora come ora:
CONTINUA PRESTO

Baci
Iry
p.s.Continuaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!1

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Immagini d'amore by Dolce Fofò per Follettarosa

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view post Posted on 6/9/2009, 12:30Quote
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Crew Buona Notte Fiorellino

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/9/2009, 12:52


dai lgoooo torna da noi...
ti stiamo tt aspettando ;)

...Meravigliosa creatura...

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I can't stop loving you


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view post Posted on 6/9/2009, 12:34Quote
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Crew Yeah

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 17:25


Tesò..
io non so che dirti..
cioè..
so quello che stai provando :cry:
perche anche a me è passata la voglia di scrivere :cry:
cioè..tutti i commenti..
tutte le varie sclerate (XD)..
tutti gli insulti ad Isabel (piu che giustificati u.u)
tutte le prese per il culo a Jon (giustificate anche queste u.u)
tutti i complimenti a Davidussio ( :wub: )
cioè...io mi ci ero affezionata a quel topic.. :cry: (con quante z si scrive affezzionata? :huh: mah..)
comunque..è grazie a quella ciecata di Isabel che ho conosciuto meglio te..
ho incontrato la mia scimmietta da compagnia (alias Roby ù.ù)..
:cry:
cioè..a me prende male a sapere che tutto questo non c'è piu :cry:
Tasoc.. :cry:
come dimenticarsi degli irriducibili ed insaziabili Juju e Adri :cry:
io..non so veramente cosa dire :cry:
cioè..
Tesò spero che tu la continui :cry:
perche non c'ho capito un piffero secco in tutta sta ff :cry:
e sa la continui magari ci inzio a capire qualcosa :cry:
se la riposti dall'inizio, ricomincero a commentare ù.ù
come se non fosse mai successo niente :sisi:
ricomincerò a commentare tutte le schifezzuole che ha fatto la Isabel con Daviduccio ( :grrr: )
e ritorneremo a pagina 79 ù.ù
Quando ne avrai voglia..e se ne avrai..io saro qui ad aspettare che tu continui :cry:
perche io ti voglio bene :cry:
e..in fondo in fondo..ma molto in fondo ù.ù
mi ci ero anche affezzionata ad Isa :cry:
e ora mi manca sia la nutella che la farina :cry:
Ti voglio tanto bene tesoro mio :cry:
Basone

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,In Ogni Mio Gesto Lo Sai Tu Sei E Sarai.
Lontano Troppo Forte Ti Stringerei.
◕‿◕


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Questo è un piccolo pensierino..
Spero di aver fatto comparire un sorriso sul tuo viso.
Grazie di essere nata, grazie di esistere.
Grazie di essere cosi, Unica Fra Tante.
Tì Amo.

 
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view post Posted on 6/9/2009, 13:38Quote

Crew Buona Notte Fiorellino

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 21:10


no lego ti prego nn abbandonarla...ci teniamo tutte troppo a qst fanfiction...so k è 1 momento difficile x tutte...ma dobbiamo andare avanti e ricominciare anke qui...e leggere e scrivere fan fiction ci aiuta a staccare 1 pò da qst problemi xk mentre leggiamo sognamo tnt specialmente cn la tua k a mio parere è sensazionale...ti prego lego nn abbandonarla!!!


http://elenaedenrico.forumcommunity.net/

NON SEMPRE PRESENTE CAUSA COMPITI!

ADRIANO SEI UNICO!!
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ADRI E MARTY...DUE COSE IMPORTANTI
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1164 replies since 5/9/2009, 18:28
 
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